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Il recente inserimento sperimentale della cultura psicoanalitica in alcune istituzioni di lavoro (esperimento di Elliott Jaques alla “Glacier Metal”, istituzioni psichiatriche in forma di comunità terapeutiche) e lo studio delle dinamiche di gruppo in un'ottica psicoanalitica hanno permesso di gettare le basi empiriche per un'esperienza psicoanalitica del sociale sia a livello di sociale strutturato che a livello di sociale emergente (1).
La cultura psicoanalitica ha pertanto messo le prime radici in terreni tipicamente sociali (istituzioni e piccoli gruppi) che costituiscono le precondizioni indispensabili per una fondazione di una socioanalisi, nel senso generale non di un'applicazione della psicoanalisi al sociale, ma di una psicoanalisi del sociale; intendendo con ciò un tipo di analisi del sociale che coinvolge la presa in considerazione, attraverso un'indagine sistematica, dei fattori inconsci come fattori primari partecipanti al sociale, allo stesso modo in cui la psicoanalisi ha significato la chiarificazione dei fattori inconsci che partecipano al comportamento individuale.
Per quello che riguarda i contributi più essenziali della psicoanalisi alla conoscenza del sociale, è naturale rifarsi a Freud di Totem e Tabù, di Psicologia delle masse e analisi dell'Io, di Avvenire di una illusione e di Il disagio della civiltà (2). Anche se si tratta di applicazione della psicoanalisi all'antropologia e alla sociologia,