You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Molti motivi rendono arduo lo studio psicoanalitico dei gruppi; poiché le istituzioni sono gruppi con struttura organizzata si presentano con una difficoltà ancora maggiore alla nostra osservazione di psicoanalisti. Come dice Bion (1) lo studio psicoanalitico dei gruppi può farsi prevalentemente attraverso l'analisi del controtransfert, ma in questo modo interviene continuamente il rischio di descrivere fenomeni che appartengono alla psicopatologia dell'analista: solo il confronto di numerosi contributi potrà forse limitare questo inconveniente.
A mio avviso ciò deriva dal fatto che al di dentro dei gruppi la verifica clinica, cioè la reazione di risposta alle interpretazioni, è assai ardua da individuare a causa del grande numero di fattori in gioco e soprattutto a causa della più importante partecipazione realistica del terapeuta. Questa situazione rende sfuocato il limite della barriera terapeutica che appare molto meno marcata che nel rapporto individuale: perciò i confini tra situazione transferale e controtransferale appaiono spesso confusi e facilmente il gruppo induce relazioni interpersonali diadiche mascherate da un'apparente vivacità e dinamicità sul piano fenomenico.
Per evitare questo rischio alcuni di coloro che si sono interessati