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Nel 1950 i non molti analisti italiani di allora si riunirono in un Congresso, il cui tema era: “L'aggressività”. La relazione di apertura di quel Congresso venne tenuta dal Prof. Nicola Perrotti. La ripubblichiamo qui, oltre che per alcuni interessanti concetti in essa contenuti, per ravvivare e onorare la memoria di Nicola Perrotti, la cui scomparsa ha lasciato nella psicoanalisi italiana, e soprattutto nel suo Istituto di Psicoanalisi, un vuoto non facilmente colmabile.
L'istinto sessuale ha fatto molto parlare di sé in questi ultimi anni, e la psicoanalisi che ne studiava le sorprendenti manifestazioni veniva accusata di pansessualismo.
Era uno scandalo.
Ora quei giorni sembrano lontani. Negli ambienti culturali più progrediti le idee scaturite dalla psicoanalisi sono universalmente accettate, e con esse anche il polimorfismo dell'istinto erotico.
Oggi sono le tendenze distruttive, gli istinti aggressivi, che hanno il posto d'onore nelle discussioni e nelle polemiche. A dire il vero, prima di essere alla ribalta del mondo scientifico, le tendenze aggressive sono state alla ribalta della storia.
Ogni guerra è caratterizzata dallo scatenamento degli istinti aggressivi, ma l'imponenza e la vastità delle distruzioni, le bassezze, le atrocità commesse ultimamente, sono state tali da farci pensare che mai come in questi tempi l'umanità sia stata pervasa da tanta follia distruttiva.
Noi credevamo davvero che alcune forme di crudeltà e di sadismo fossero per sempre scomparse nei popoli civili; ed è forse per questo che il piacere di uccidere, la gioia di veder soffrire, la voluttà di torturare, ci sono sembrate le cose più inaudite del mondo.