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Il presente lavoro è un mio primo tentativo di esaminare nel suo sviluppo la teoria degli istinti di vita e di morte, formulata da Freud e confermata e approfondita da M. Klein e da Rosenfeld, e di presentare del materiale clinico cui la teoria faccia da cornice e da sfondo.
Il concetto di istinto di morte viene presentato e laboriosamente elaborato da Freud nel 1920 in Al di là del principio del piacere. La sua seconda classificazione degli istinti, dovuta all'introduzione del concetto di narcisismo, gli appariva insoddisfacente per un ritorno alla concezione monistica di un'energia libidica tanto sessuale quanto propria all'Io (come in Jung). Sentiva che gli istinti non potevano avere tutti una comune origine libidica, e che la collocazione dell'aggressività tra gli istinti sessuali, sotto forma di sadismo e masochismo, era da rivedere. Freud scrive (S.E., XVIII, p. 53):
Fin dagli inizi le nostre concezioni sono state dualistiche, e ora sono più dualistiche che mai, ora che concepiamo L'esistenza di un'opposizione non tra istinti dell'Io e istinti sessuali, ma tra istinti di vita e istinti di morte.