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Il caso clinico
Donna di 34 anni, seconda di 4 fratelli, dei quali il più piccolo viene considerato “il preferito dalla mamma”.
Entrambi i genitori (viventi all'inizio dell'analisi) sono descritti in termini poco benevoli: la madre “poco fornita di qualità” e “scarsamente intelligente, gelosa”; “persona opaca e dissipatrice” il padre. Mentre i rapporti con i genitori ed i fratelli sono così tesi, la paziente ha presentato in passato buone identificazioni con una zia ed ora stabilisce un legame molto ravvicinato con marito e figli (due).
I primi sintomi (curati a lungo con psicofarmaci), che compaiono molto tempo prima dell'analisi, sono: ansia, dapprima fluttuante e successivamente focalizzata in fobie polimorfe (morte, agorafobia, ecc.) ed in somatizzazioni (vertigini, ecc.) su uno sfondo depressivo caratterizzato anche da disturbi dello schema corporeo (rifiuto del lato sinistro del corpo).
All'inizio del trattamento gravi angosce persecutorie impediscono alla paziente persino di accettare il setting normale: rimane seduta di fronte alla