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Perché prima si interpretava in un modo ed ora in un altro?
La relatrice nella sua introduzione al seminario ha proposto, attraverso un excursus storico, di ricercarne la ragione nella valorizzazione progressiva dello strumento dell'analisi del transfert.
Come è noto, già nell'evoluzione del pensiero di Freud è possibile rintracciare almeno tre condotte interpretative che si possono schematicamente indicare come: 1) l'interpretazione dei contenuti psichici inconsci; 2) l'interpretazione delle resistenze dell'Io che impediscono l'emergenza dei contenuti inconsci; 3) l'individuazione delle resistenze come parte di un conflitto in cui entrambi i termini (pulsioni e difese) sono inconsci, e la scoperta che le resistenze si esprimono prevalentemente nel transfert e vanno analizzate nel transfert. L'interpretazione si caratterizza così come l'analisi dei due termini inconsci del conflitto attraverso l'attualizzazione di essi nella nevrosi di transfert.
Il transfert, inizialmente considerato come fattore formidabile di resistenza all'analisi, ne diviene il più prezioso strumento.
I contributi fondamentali di M. Klein hanno ulteriormente modificato la teoria e la tecnica interpretative attraverso l'isolamento delle posizioni Ps e D, ciascuna delle quali va considerata come una struttura funzionale, comprensiva di un gruppo di pulsioni (positive e negative) — fantasie-angosce-difese. Bisogna trovare nel transfert gli oggetti amati e odiati e le difese adottate nei confronti delle pulsioni primitive. Ciò è possibile perché il paziente si difende nel transfert dall'angoscia e dalla colpa allo stesso modo che nelle sue relazioni primarie, attraverso la splitting, la proiezione, l'idealizzazione.
Poiché ciò comporta il trasferimento sull'analista di una moltitudine di