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Questo lavoro di Emilio Servadio, che viene ora pubblicato per la prima volta in lingua italiana, è la relazione da lui presentata al XVI Congresso degli Psicoanalisti di Lingue Romanze, tenutosi a Roma nel 1953, e che apparve allora tradotta in francese (Revue Française de Psychanalyse, 1954). La vastità dell'informazione, il rigore del discorso e la sorprendente padronanza di un argomento che era, già allora, di una tremenda complessità, conferiscono a questa relazione, esemplare nella forma, i pregi di un lavoro fondamentale. L'attuale pubblicazione della sua stesura originale intende da un lato riparare a un'evidente mancanza, e dall'altro proporre il suo testo agli psicoanalisti italiani per una nuova lettura, che è ora di un accresciuto interesse. Essa intende celebrare così nel modo dovuto il settantesimo compleanno di Emilio Servadio.
In questa relazione ho ritenuto opportuno stabilire soprattutto le premesse necessarie alla discussione di un problema di capitale importanza quale è quello della valutazione dei conflitti pre-edipici, senza presumere di poter offrire di personale e di originale, al riguardo, se non la delucidazione di alcuni punti controversi, e quella che a mio avviso è la giustificazione di talune vedute in favore delle quali ho manifestato da tempo la mia posizione.
Nel rileggere molto di ciò che recentemente è apparso, pro o contro, su tali vedute, ho avuto infatti spesso l'impressione che i difficili termini dell'ancora, per tanti versi, oscuro problema delle fasi pre-edipiche, non fossero sufficientemente presenti in chi si pronunziava al riguardo, e che fosse, perciò, in primo luogo opportuno un riesame per quanto possibile obiettivo di tali termini e della loro intrinseca validità.
Dalle discussioni — che prevedo singolarmente accese ed appassionate — sulla materia qui considerata, mi auguro possa sorgere una solida piattaforma per un più generale, futuro accordo, relativo alla rivalutazione, in sede sia teoretica, sia clinica,