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Una paziente di 32 anni, che chiameremo Tullia, circa allo scadere del terzo anno di analisi, mi riferisce un giorno, ad inizio di seduta, il seguente sogno: “Ero andata in una scuola, o qualcosa del genere, per sapere se potevo prendere lezioni di restauro e mi era stato risposto negativamente. Mi trovavo in cima ad una scala di cui vedevo due rampe e sul muro del pianerottolo di fronte c'era una lastra di marmo, come una lapide, tutta scritta. Mi pareva di leggervi il nome della persona che si occupava di restauro e che cercavo, e allora pensavo che prima si dovevano essere sbagliati. Così tornavo indietro e a un signore basso coi baffi chiedevo se era vero che non c'era la scuola dato che il nome del restauratore era scritto sulla lastra.
Il signore mi rispondeva che quel tale era morto da molto tempo. Io allora dicevo qualcosa che non ricordo, forse ‘…non importa…’ o una frase simile, e aggiungevo che era perché volevo imparare a dipingere”.