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Questo lavoro ha la sua premessa nella partecipazione al seminario organizzato da Fornari nell'Aprile 1972 per il Convegno nazionale su “Creatività, scientificità e ortodossia nelle nostre Istituzioni” e interrompe un periodo di inibizione a scrivere iniziato nel 1965, quando dopo aver cominciato l'analisi e ottenuto la libera docenza, avevo interrotto l'attività scientifica svolta in precedenza su argomenti di ricerca sperimentale e di clinica psichiatrica. L'interruzione era stata conseguente all'aver realizzato il carattere prevalentemente strumentale di quella produzione e aveva dato luogo ad un'inibizione creativa durata poi per tutta l'analisi. La fine dell'analisi aveva lasciata immutata questa situazione inibitoria nei tre anni successivi.
Su questo sfondo si pone l'iniziativa di questo lavoro la cui idea di base è stata quella di rispettare e valorizzare qualunque contenuto proveniente dall'inconscio (modificando il lavoro selettivo dell'io) per poterne esplorare, nella sua connessione con la realtà attuale, la reazione di fronte al compito del lavoro creativo. Questa scelta è stata determinata dal desiderio di portare al seminario un punto di osservazione diverso per integrare le ipotesi tratte dal materiale dei pazienti.
La definizione “materiale proveniente dall'inconscio” comprende qualunque contenuto anche ovvio, che non fosse direttamente giustificato e adeguato alla risoluzione della situazione motivante.