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La scelta del tema creatività scientifica e ortodossia mi è sembrata un invito a riflettere sulla capacità del gruppo di psicoanalisi a promuovere la creatività scientifica dei suoi membri, e a favorire negli stessi i processi di affiliazione, cioè l'accettazione delle successive tappe per essere riconosciuti, appunto, membri del gruppo.
È stata da più parti avanzata l'ipotesi che i processi di affiliazione interferiscano con la creatività, essendo l'ortodossia di un gruppo affiliativo (intendendo per ortodossia l'accettazione di regole comuni) spesso in contrasto con la ricerca di nuove vie, cioè con l'espressione originale e nuova del processo creativo (in campo scientifico come in altri campi). Scissioni scismatiche, filiazioni creative, espulsioni e processi all'eretico, non mancano nella storia del movimento psicoanalitico internazionale. Il confronto tra analoghe vicissitudini verificatesi, anche se con ben altra drammaticità, in movimenti politici anch'essi estremamente vitali, costituirebbe motivo di feconda riflessione.
Conflitti incentrati sul problema dell'ortodossia sono vivi poi nella Società italiana di psicoanalisi. Ognuno di noi, secondo il proprio carattere e le emozioni del momento, potrebbe riconoscersi nei partiti dei “custodi della fede” o dei “fautori dell'avvenire” che