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L'idea della necessità per una sana costituzione psichica di disporre di un nucleo narcisistico è sempre stata presente nel pensiero psicoanalitico. Nonostante l'associazione che viene realizzata tra psicosi e narcisismo, il concetto di un narcisismo necessario, valido e buono non solo continua ad essere presente in analisi, ma trova anche degli sviluppi significativi (1).
Freud, nel suo saggio sul narcisismo (1914a) afferma che “un forte egoismo protegge dalla malattia, ma alla fine bisogna pure amare per non ammalare, e bisogna ammalarsi quando, a seguito della frustrazione non si può amare”. Passo che mette bene in luce la correlazione tra narcisismo e relazioni oggettuali, anche se vista alla lontana e in generale. Più da vicino la precisa in un passo successivo: “Nella repressione della libido l'investimento amoroso è vissuto come seria diminuzione dell'Io, e la soddisfazione libidica è impossibile; il reinvestimento dell'Io è possibile solo attraverso il ritrarre la libido dagli oggetti” (Freud, 1914b). Dove si accenna all'essenziale passaggio che ricostituisce il narcisismo, ai fini di una possibile ripresa delle attività libidiche verso gli oggetti. I contributi più