You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Da anni inseguo con appassionata curiosità il tentativo di capire quanto più possibile ciò che avviene tra paziente ed analista nella situazione analitica e continuo sempre a meravigliarmi di quanto sia inesauribile lo studio della fenomenologia analitica; ma, in fondo, tale senso di meraviglia è spiegabile se pensiamo che nella situazione analitica si manifestano tutti gli aspetti della condizione umana nelle sue dimensioni biologiche, psicologiche, sociali, etiche, filosofiche, religiose ed artistiche.
In questo lavoro mi propongo di studiare alcuni aspetti poco esplorati della situazione analitica, ed i loro rapporti con il processo e la tecnica analitica.
Cercherò anzitutto di formulare una definizione provvisoria dei termini contenuti nel titolo della mia comunicazione.
Il termine “coazione a confessare” è stato creato da Theodor Reik, in una sua magnifica opera del 1925, forse oggi un po' dimenticata, intitolata “Geständniszwang” (“coazione a confessare”), opera tradotta in inglese col titolo: “The Compulsion to Confess” ed in italiano con un titolo infedele all'originale: “L'impulso a confessare”.