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Nei giorni 24-25-26 gennaio si è svolto a Parigi l'annuale seminario di perfezionamento per analisti e allievi riservato ai francesi che lavorano fuori Parigi e agli stranieri. Come d'abitudine l'argomento prescelto era tale da offrire ampie possibilità di discussione clinica: “Tentativi e fantasie di seduzione nel corso della cura psicoanalitica. Loro elaborazione nel transfert e controtransfert”.
I lavori si sono articolati secondo una formula ormai ampiamente sperimentata: al mattino assemblea plenaria con due tornate di discussione, separate da un coffee-break, ognuna delle quali ha preso avvio da una breve relazione svolta da uno dei responsabili del seminario: il dialogo prima circoscritto alla cosiddetta tavola rotonda (I. Barande, J. Cosnier, R. Diatkine, M. Fain, J. Favreau, A. de Mijolla, P.C. Racamier, J. Rouart, D. Wildlocher) è rimbalzato poi nella sala mantenendo sempre un carattere vivacemente clinico. Pranzo sul posto compreso nella quota di iscrizione e ripresa dei lavori a gruppi di 10-15 partecipanti in due situazioni successive: prima un “entretien avec” a tema libero, attorno ad un analista di prestigio e successivamente, dopo una pausa caffè, discussione di un caso clinico riferito da un analista delle nuove leve, a volte in collaborazione con un didatta. Nel tardo pomeriggio di sabato ricevimento offerto dall'Istituto.
Ecco alcuni flash sull'andamento dei lavori ricavati da brevi appunti presi senza la prospettiva che servissero per un resoconto.
Dei tentativi di definizione del termine seduzione sono stati il punto di partenza di alcuni interventi: è stato notato che un importante dizionario non dà la definizione di seduzione ma solo quella di seduttore e in un modo abbastanza curioso “un essere vile, del quale diffidare; si vorrebbe essere al suo posto”; è apparsa la necessità di distinguere tra seducente (che attira un interesse libidico) e seduttore (aspetto negativo): vile seduttore è quindi colui che approfitta per sé del fatto di essere se