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La materia con la quale lo psicoanalista lavora in ogni momento della sua attività clinica sono le fantasie inconsce e coscienti che i pazienti sviluppano nel rapportarsi all'analista e al setting. L'analisi costituisce pertanto il campione dei modi di funzionamento mentale dell'analizzando, basato sulla costellazione dei suoi oggetti interni e sui rapporti tra essi e il mondo esterno. La Rivière ha esposto con molta chiarezza la diffidenza, o la ripulsa, che il concetto di oggetto interno ha determinato nei circoli psicologici, focalizzando l'origine di tale reazione nella scissione tra oggetti interni buoni e cattivi. Ella fa acutamente notare che gli “oggetti interni buoni sono, in certo
grado, dovuti” e che “le cose buone dentro di noi non eccitano l'attenzione e rimangono inconsce”. Quando il benessere narcisistico legato a tale situazione venga offuscato da un affetto spiacevole questo acquista d'acchito un carattere invasivo che condiziona il nostro vissuto. Noi sentiamo di avere nel nostro mondo interno dei personaggi cattivi e maligni che ci fanno soffrire ponendo in crisi l'aspettativa onnipotente che tutto il meglio ci sia dovuto ed il peggio risparmiato. Noi abbiamo appreso che tale vicenda è presente in grado maggiore o minore in tutti i nostri pazienti, ma sappiamo anche che essa è oggetto del lavoro dell'Io di ogni persona in quanto coincide