You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Bordi: Premesso che chiunque tra di voi intenda prendere la parola è padrone di farlo in qualsiasi momento della nostra esposizione, comincerò subito con qualche considerazione generale sul tema e sui motivi che ci hanno spinto a studiarlo. Circa i motivi, avevamo già notato da tempo che esisteva una certa sproporzione tra la frequenza con cui i nostri pazienti presentavano problemi connessi con l'aborto e la scarsità di voci bibliografiche sull'argomento; sospettavamo pure che questo disinteresse di psichiatri, psicologi e psicoanalisti non fosse casuale e che dovesse avere una spiegazione. Tuttavia non diremmo la verità se affermassimo che la nostra scelta è scaturita da una vasta casistica in nostro possesso; né ci sembra che sia dovuta a questioni di preferenza personale. Essa è piuttosto venuta dietro l'urgenza con la quale si è imposto attorno a noi il problema dell'aborto.
Impegnandoci in questa ricerca — che giudichiamo preliminare — e rispondendo a un'esigenza nata più fuori che dentro la stanza d'analisi, restiamo esposti all'accusa di scarsa competenza. Non c'è dubbio che il nostro discorso non resterà circoscritto alle esperienze inerenti alla psicoanalisi pratica e sappiamo che, fuori di questa, ci vengono meno gli strumenti che ci garantiscono capacità e obiettività. Questa considerazione non dovrebbe però indurci a