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Nelle condizioni tecniche che si instaurano nel setting si può forse individuare il costituirsi di una situazione di rapporto che tuttavia porta il paziente ad attivare e progressivamente a intensificare modalità del linguaggio interno e dell'espressione in genere che caratterizzano l'attività mentale, seppure in forme e modi diversi, nella normale ripetitiva e quotidiana condizione di solitudine o di ritiro dal rapporto interpersonale. Modalità espressive cioè che possono presentarsi, in modi forse più netti e prevalenti, sia nelle esperienze di isolamento che per es. nell'attività creativa artistica.
Che la vicenda analitica si verifichi in primo luogo come vicenda espressiva, sembra essersi reso evidente per certi versi sin dall'epoca della “talking cure”. Ma di questa vicenda si dovrebbe intanto considerare il fatto che, prima ancora di parlare e nel parlare, il paziente ha già attivato una serie complessa di processi psichici e realizzata un'altrettanto complicata concatenazione di eventi intrapsichici la cui via finale e l'evento conclusivo è la formulazione di una particolare parola, delle sue qualità formali, della sua associazione con altre parole; oltre che, e ancor di più, la creazione di una particolare fantasia, l'estrinsecazione di un dato gesto, di una data espressione mimica, di un'immediata vicenda somatica.