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I più recenti orientamenti del lavoro psicoanalitico convergono nel postulare che quasi ogni forma di patologia sia ricollegabile allo sviluppo disturbato delle precoci relazioni oggettuali; in tale prospettiva clinica, un più approfondito studio della genesi della funzione simbolica appare essenziale ad una più realistica comprensione della formazione dell'Io, e quindi del rapporto oggettuale.
In questa prospettiva, il carattere specifico della terapia psicoanalitica consiste nello sforzo di ricreare un processo di concepimento, nascita e crescita per mezzo del quale le vicissitudini inibitive, o addirittura disastrose, del soggetto - nella misura in cui ne sia consentita la riedizione nel rapporto transferale - possono essere rielaborate in ordine al recupero dello sviluppo maturativo. Freud (1925, a, p. 135) afferma che “… il simbolismo non è un ‘problema del sogno’ ma un argomento connesso con il nostro pensiero arcaico - con il nostro ‘linguaggio basico'…”. In accordo con tale ipotesi freudiana, nel contesto del lavoro presente ci si propone di incentrare la ricerca sul nostro linguaggio basico; il termine “simbolo”, pertanto, verrà usato in un'accezione molto più ampia che non nel senso indicato da Jones nel celebre saggio Teoria del Simbolismo.
È quindi opportuno, in via preliminare, affrontare lo studio del simbolo quale elemento basico costitutivo della realtà. La costruzione