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Dal 27 al 30 agosto 1976 si è tenuta ad Aix-en-Provence, con la partecipazione di un discreto numero di psicoanalisti appartenenti alle varie società europee, la I Conferenza della Federazione Europea di Psicoanalisi, organizzata intorno al tema “Problemi tecnici dell'Interpretazione”. Ecco i nomi dei relatori invitati e il titolo delle loro comunicazioni:
Nicole Berry (Francia, Association Psychanalytique de France), “La sourde oreille”.
Jacqueline Cosnier (Francia, Société Psychanalytique de Paris), “Interprétation et contretransfert”. Christopher Dare (Gran Bretagna), “Setting and the timing of interpretation in the analysis of a depressed patient”.
Claire Dégoumois (Svizzera), “L'analysé savant s'interpréte”.
Donald Meltzer (Gran Bretagna), “Temperature and distance as technical dimensions of interpretation”.
Margarethe Mitscherlich-Nielsen (Germania), “Automatisme de répétition ou nouveau début”. Luciana Nissim Momigliano (Italia), “Du côte du psychanalyste”.
Come si può vedere, la caratteristica di questo convegno - quella cioè che ne giustifica l'iniziativa, rispetto sia ai grandi congressi internazionali che a quelli già esistenti, raggruppati per gruppi linguistici - è stata l'impostazione clinica di tutte le comunicazioni: ogni autore ha cercato infatti di comunicare nel modo più chiaro possibile il proprio modo di lavorare col paziente nell'hic et nunc della seduta, soprattutto prendendo in considerazione la coppia analitica nella prospettiva transfert/controtransfert all'interno del setting. È interessante rilevare che, malgrado le differenze di stile e anche di impostazione teorica, il problema che è stato particolarmente affrontato in ogni caso è quello del rapporto fra relazione narcisistica e relazione oggettuale, il che conferma una volta di più la necessità di studiare a fondo la struttura narcisistica che, com'è noto, caratterizza sempre di più la personalità della maggior parte di coloro che chiedono l'analisi.
Questo tipo di lavori guadagnerebbe natura