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La “week-end conference” indetta dalla società psicoanalitica inglese dal 1° al 2 ottobre 1976 ha richiamato a Londra un grande numero di colleghi da tutta Europa e non sono mancate partecipazioni di sudamericani. L'interesse delle relazioni e la vivacità delle discussioni hanno fatto della riunione un momento di incontro e di scambio interessante e proficuo.
Il dr. J. B. Pontalis della società francese e Miss B. Joseph della società inglese hanno aperto i lavori del mattino del sabato 2 ottobre con due relazioni dal titolo rispettivamente: “The voice of psichic pain-Sound and silence” e “Towards the experiencing of psychic pain”.
Il dr. Pontalis ha presentato una relazione sulla specificità del dolore psichico mettendo in guardia gli analisti dalle paure connesse con la possibilità di sopravvalutare le esperienze dolorose e dalla loro tendenza a vedere il dolore in un'ottica mistica di esperienza negativa.
Dopo un breve excursus storico sul significato del dolore che si riscontra in Freud a partire dal “Progetto” del 1895, egli suggerisce che la specificità del dolore psichico possa esprimersi in fantasie, in acting-out e all'esterno del corpo, in questo caso come rottura di una barriera con conseguente espulsione (può esserne un esempio una emorragia interna). Il dolore in analisi viene visto, da questo autore, come teso ad ottenere piacere. E si domanda: che cosa è in fondo il principio del piacere-dispiacere, se non dolore? Il dr. Pontalis termina la sua relazione con la presentazione di un caso clinico e con l'affermazione della necessità per l'analista di essere conscio, nel suo lavoro, del proprio dolore fisico e psichico.
Miss Joseph ha presentato un bel lavoro clinico con alcuni casi di analisi, il cui denominatore comune è la presenza di un dolore “indefinibile” non comprensibile ai pazienti, connesso con un senso di perdita e di separazione che poteva raggiungere una dimensione quasi fisica, e localizzabile in parti del corpo, senza per questo essere caratter