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(…ëïãïõ óôïëïí ïõê áðáôçëïí) Åìôåäïêëåò (B 17,26)
(… il discorso non è ingannevole)
(Empedocle)
“In origine lo stato di riposo psichico fu turbato dalle imperiose esigenze dei bisogni interni. Il pensiero, il desiderato, fu allora realizzato allucinatoriamente al fine dell'appagamento.
La disillusione per il mancato appagamento determinò l'abbandono della attività allucinatoria. L'apparato psichico fu quindi spinto a rappresentarsi non più le proprie condizioni interne, ma bensì le condizioni del mondo esterno. Non venne quindi più rappresentato solo ciò che era piacevole, ma ciò che era reale anche se spiacevole. L'importanza della realtà esterna ha elevato il valore della coscienza e questa ha appreso a cogliere, oltre alle qualità fisiche interne di piacere e di dolore anche le qualità sensoriali (degli oggetti esterni) instaurando una funzione particolare: l'attenzione, per esplorare periodicamente la realtà esterna. Probabilmente, contemporaneamente, si è instaurata la memoria, come un sistema di registrazione mediante cui i dati di questa attività periodica della coscienza, potessero esser conservati.
Al posto della rimozione subentrò una attività valutativa, per stabilire se una rappresentazione fosse vera o falsa, in rapporto alla realtà esterna, da un lato, ed alle traccie mnestiche, dall'altro.