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Vorrei cominciare definendo la realtà psichica come una realtà simbolica. Della realtà psichica fanno parte percezioni, affetti e pensieri. Poiché il simbolo è una forma di rappresentazione indiretta, per definire la realtà psichica come simbolica dobbiamo poter stabilire che le percezioni, gli affetti e i pensieri non rappresentano semplicemente se stessi, ma rappresentano qualche cosa d'altro. Possiamo quindi definire come attività psichica ogni attività rappresentativa, distinguendo, con Freud, le “rappresentazioni di cose” dalle “rappresentazioni di parole”.
La percezione è la forma di attività psichica che si presenta più come “presenza” che come “rappresentazione”. La memoria si costituisce come “traccia” di ciò che è stato presente. La traccia della memoria, quando viene investita allucinatoriamente permette all'Io primitivo di costituire una presenza interna svincolata dalla presenza esterna. Il meccanismo di formazione del sogno quale realizzazione allucinata di desiderio può essere l'esempio più tipico della costituzione di presenza interne come punti di partenza per la costituzione del mondo interno. Mondo esterno e mondo interno iniziano dunque sotto forma di presenza percettiva. La trasformazione del bisogno in desiderio (Freud 1900) può essere considerata lo spartiacque tra mondo esterno e mondo interno.
Tale processo implica infatti l'esistenza di tracce mnestiche lasciate dalla soddisfazione reale del bisogno. Si può quindi dire che la