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Dal 4 al 7 Giugno 1976 Ginevra ha ospitato il 36° Congresso degli psicoanalisti di Lingue Romanze sull'appassionante tema della depressione.
Articolato su due relazioni maggiori e su alcune comunicazioni anch'esse prepubblicate il Congresso ha registrato molti interventi sia nelle sedute plenarie che nei due pomeriggi dedicati al lavoro di gruppo.
Il lavoro di Haynal di Ginevra “Le sens du désespoir” è parso molto riusdto: per la rassegna della letteratura psicoanalitica, ricca di oltre 300 lavori (anche se con sorprendenti lacune) e che comprendeva una. efficace sintesi degli autori classici più significativi, per le elaborazioni personali estremamente lucide e sintetiche e per i riferimenti extranalitici che spaziavano da Aristotele a Kirkegaard.
Partendo da una differenziazione dell'angoscia dalla depressione anche sul piano neurofisiologico si è mosso con costante riferimento al concetto di traumatismo per rispondere ad alcuni interrogativi: la disperazione ha un senso? Si tratta di un fenomeno particolare o la ritroviamo nella vita di ognuno?
Haynal vede il processo analitico come elaborazione graduale di esperienze traumatizzanti che non hanno potuto essere superate in passato; le sue osservazioni hanno toccato i concetti di impotenza o “inermità” del bambino e di ferita narcisistica legata a gradi variabili di vulnerabilità che può portare a introiezioni massive e all'incapacità di sopportare le perdite. Al giorno d'oggi, sostiene, il problema fondamentale della psicoanalisi non è il mito delle origini ma l'origine del male: il male, in quanto perturbazione dell'equilibrio inferiore, ci riporta infine al tema della frustrazione.
Ha ricordato i contributi di Rapaport e quelli di Green e Donnat che ad un livello elementare vedono all'origine del pensiero stesso la frustrazione o l'assenza e quello della Klein per la quale la frustrazione è legata all'istinto di morte e alla minaccia contro la vita.
Classicamente è l'interdizione ossia l'apparizione della Legge ad ess