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Freud (1915) a proposito dell'abitudine di “alcuni medici che praticano l'analisi” di preparare i pazienti all'emergenza del transfert, dice che difficilmente si può immaginare un procedimento più privo di senso: “Così facendo un analista priva il fenomeno dell'elemento di spontaneità che è così convincente e si pone degli ostacoli nel futuro che sono difficili a superare”.
Questi ostacoli, iatrogeni nell'esempio portato da Freud, sono oggi quasi ubiquitari in seguito alla “volgarizzazione” della psicoanalisi. Non si tratta di fare una apologia dell'esoterismo né di lanciare anatemi all'esoterismo. Si intende qui soltanto sottolineare come un certo tipo di nozionismo pseudopsicoanalitico, in effetti caricatura della psicoanalisi, entri facilmente al servizio della componente conservatrice della resistenza, della quale è allo stesso tempo l'espressione.
Per recuperare nel corso dell'analisi “l'elemento di spontaneità che è così convincente” l'analista deve essere particolarmente attento a cogliere, nella resistenza del paziente, la componente progressiva, cioè la spinta verso lo “insight”, verso l'assunzione di un rischio, verso la crescita emotiva.
La presenza di questo elemento si rivela nelle espressioni o più generalmente nei comportamenti emotivamente significativi, che tradiscono cioè una tensione; e si traduce in ciò che è più personale nell'analisi di ogni paziente: lo stile appunto di questo tipo di comportamenti. E per permettere a questa tensione di circolare, nel rapporto psicoanalitico, al livello terapeuticamente efficace, cioè nel