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Se a Elliot Jaques (1) va riconosciuto il merito di aver indicato nella mezza età una tappa evolutiva della vita mentale dell'individuo non meno importante delle altre già note, a Joseph Conrad spetta quello di averne dato una delle più struggenti descrizioni ne “La linea d'ombra”. Il racconto, autobiografico per dichiarazione dello stesso autore, è dedicato a tutti coloro che l'hanno già attraversata, a tutti coloro che hanno elaborato più o meno consapevolmente le oscure emozioni che si provano quando dalla gioventù si passa alla maturità. Jaques nel suo lavoro si occupa della creatività in rapporto all'età di mezzo e nota che in questo periodo la capacità creativa può esaurirsi, o trasformarsi per qualità e contenuti o anche esprimersi per la prima volta. Ai molti esempi di artisti che l'A. riporta possiamo aggiungere Conrad per il quale il passaggio della linea d'ombra segnò l'inizio dell'attività di scrittore,
Conrad nacque in Polonia nel 1857; il padre, Apollo Korzeniowski, patriota e intellettuale che combatteva per l'indipendenza della Polonia contro l'oppressione zarista, fu prima imprigionato per le sue attività politiche e poi, con la moglie e il figlio, mandato in esilio. Conrad aveva allora 4 anni. Perse la madre quando ne aveva 8 e, in questa vita d'esilio, rimase accanto al padre depresso e malato di tubercolosi, fino alla sua morte avvenuta tre anni dopo. Per Conrad l'unica salvezza alle interminabili ore della giornata passate accanto al padre malato, fu la lettura di tutto quello che la ben fornita biblioteca paterna poteva offrire. Rimasto orfano, fu