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In analisi da poco meno di un anno, una paziente mi porta questo sogno: “Entro in una stanza bianca, diversa da questa (1), con uno strano soffitto mobile… ondeggiante, come non fosse in muratura. Parallela, eppure stranamente divisa da una stanzetta (che non so come potesse essere stata ricavata) c'era un'altra stanza analoga, nella quale poi ci trasferimmo. Lei, dottore, sembrava Gesù Cristo. Era molto sudato e portava un gran peso sulle spalle, una bombola di ossigeno collegata a un cannello da fiamma ossidrica.
Nella stanza tre vecchiette uguali erano sedute a un tavolo. Da qualche parte ricordo due porte di quelle tipiche dei saloon del Texas. Lei scherza con me, mi fa ridere, anche perché sotto il camice bianco è in mutande. Si accovaccia di fianco a un lavello da cucina attaccato al muro…”. La narrazione del sogno, che è di poco più diffusa, mi lascia molto stupito; dopo qualche perplessità iniziale, infatti, il sopravvenire dei particolari non mi lascia dubbi circa la sua natura parapsicologica.
La prima cosa che la paziente associerà è la bombola con la croce del Cristo, che mi fa faticare e che le ricorda il compito di “saldare” con le mie interpretazioni vitali (l'ossigeno), il suo rapporto con l'uomo che ama. Ma una saldatura “lascia il segno”.