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Partendo dal presupposto, verificato del resto anche recentemente, di un crescente interesse degli psicoanalisti verso le istituzioni in genere e verso quelle psichiatriche in particolare, mi propongo di tentare un approccio al problema dei rapporti tra la psicoanalisi e l'istituzione da una angolazione che tenga presenti le recenti acquisizioni teoriche in psicoanalisi riguardanti l'aggressività.
Goffman, nel suo studio sulle Istituzioni Totali, rifacendosi al saggio di Levinson inserito nel volume di Adorno: “La personalità autoritaria”, sottolineò la modalità etnocentrica politicizzata cui la società fa ricorso per liquidare o segregare gli “out”, per non farli restare in contatto con gli “in”; egli, così facendo, smascherò l'ideologia scientifica (nella quale convergono componenti religiose, custodialistiche e pedagogiche) la quale copre una realtà comune a tutte le Istituzioni totali e che riconosce il proprio comune denominatore nella violenza.
Egli descrisse le caratteristiche delle Istituzioni totali dal punto di vista sociologico, evidenziando in particolare la violazione del bisogno umano di dormire, divertirsi e lavorare in luoghi diversi e con persone diverse, violazione che porta al risultato di una “corruzione” del paziente nel senso di una forzatura della sua personalità indotta