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Nella collezione “Le fil rouge” della P.U.F. sono usciti di recente contemporaneamente due volumi sul tema della sessualità femminile. Essi sono stati presentati insieme già nell'edizione francese, in quanto il secondo volume “La sessualità femminile controversa” è ricavato da scritti presentati da un certo numero di psicoanalisti come commento alle tesi che la Sherfey proponeva nel suo primo articolo “Natura e evoluzione della sessualità femminile. Relazioni con la teoria psicoanalitica” apparso per la prima volta nel “Journal of the American Psychoanalytical Association”. Il volume “La sessualità femminile controversa” contiene i lavori di una Tavola Rotonda sul libro della Sherfey e un certo numero di lavori originali sullo stesso tema.
M. J. Sherfey fonda il suo studio soprattutto sulle acquisizioni più recenti dell'embriologia per poi spaziare nella sessuologia e antropologia. Largo spazio nel libro è concesso alle tesi di Masters e Johnson. Una delle argomentazioni centrali, desunta da ricerche embriologiche, è che originariamente ogni embrione umano è di sesso femminile. Fino alla quinta-sesta settimana di vita gli embrioni sono femminili e pertanto non si può parlare di “indifferenziazione” o “bisessualità” dell'embrione, anzi la “concezione della bisessualità è del tutto errata”. Ne deriva che l'autrice considera lo sviluppo del maschio come una deviazione dal normale modello femminile e capovolge alcuni tradizionali schemi di riferimento con l'affermazione,