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Potere, politica e personalità che, con una indispensabile prefazione di Mario Stoppino, è stato di recente fatto tradurre in italiano da Franco Ferrarotti, è una raccolta organica dei maggiori scritti dell'americano Lasswell, noto soprattutto tra i sociologi, per i suoi studi sul potere.
A differenza di Elias Canetti che, esule sotto lo stesso ciclo di Londra, si permetteva di snobbare Freud durante la faticosissima stesura del suo Masse und Macht, Harold Lasswell è tra i primissimi a ricorrere alla psicoanalisi (e al marxismo) come strumento di indagine sociologica. Nella cultura americana tra due guerre mondiali, lo si può considerare uno degli antesignai che si batté per un progetto interdisciplinare delle scienze umane. Quando Lasswell fa uscire il suo Patologia e politica, nell'ambiente accademico americano ci fu un mezzo scandalo, non tanto perché era stata usata la psicoanalisi per la comprensione dei fenomeni politici, ma tout court perché era stata utilizzata la psicoanalisi. Si era nel 1930, ma quelle idee, Lasswell le aveva in parte già pubblicate su riviste specializzate.
Vediamo se è possibile, di questo autore, confrontare, sia pure con estrema brevità, le aspirazioni e i risultati, le ambizioni progettuali