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A chi gli domandi come sia divenuto psicologo, Musatti risponde che è stata soltanto una combinazione.
Aveva cominciato con lo studiar matematica nell'Università di Padova nel 1915, avendo per maestri Severi, Ricci Curbastro, Veronese e Bordiga. Ma il suo interesse era prevalentemente rivolto ai problemi riguardanti i fondamenti delle matematiche e la logica delle scienze. Così a metà anno aveva abbandonato quella facoltà per la facoltà filosofica, dove insegnava Aliotta, che aveva da poco pubblicato La reazione idealistica contro la scienza. Interrotti subito dopo gli studi per il servizio militare di guerra, ritornò nell'Università di Padova soltanto nella primavera del 1919 e si trovò completamente disorientato: sembrandogli ora che gli studi filosofici per nulla si accordassero con la sua propensione per la ricerca esatta.
Gli capitò in quel tempo di assistere alla prima lezione di un nuovo Professore. Era questi il triestino Vittorio Benussi che a Graz, nel ventennio trascorso, aveva acquistato alto prestigio nella ricerca psicologica e rinomanza internazionale, e che alla fine della guerra era stato accolto dall'Università di Padova, ove fu nominato con procedura eccezionale, per chiara fama, ordinario di psicologia.
Musatti, quando uscì da quella lezione da lui ascoltata con un unico altro studente, dichiarò di voler seguire questo Professore e