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“Non sono essi (i sogni e le libere associazioni) i due fenomeni dell'esperienza psichica che appaiono a prima vista i più esenti dall'obbedire ad ogni tipo di regola di continuità?…. Ma… processi che a prima vista appaiono continui e logici rivelano grandi lacune. … La psicoanalisi adottò il metodo della libera associazione e l'analisi dei sogni nella speranza che L'apparentemente non continuo potesse fornire materiale che riempisse le lacune nella esperienza conscia apparentemente continua”.
Mi propongo di esaminare qui, limitatamente al contesto analitico, qualche aspetto di quella che, accanto alle “grandi bipolarità” (Gegensatzpaare) che dominano la vita psichica” (Freud, 1915), potrebbe forse essere indicata come una polarità “operativa”, da tener presente cioè nella situazione e nel processo analitico per meglio comprendere quest'ultimo ed in particolare la produzione ovvero la mancata produzione di “insight”.
Si tratta di quella dimensione che si estende fra il polo della continuità e quello della discontinuità o, se vogliamo, dell'isolamento.