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In “Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte, (1915)” Freud, partendo dalla constatazione che la storia dell'umanità primitiva è ricca di assassini!, ed anche la storia più recente, quella che studiarne a scuola, non è che un susseguirsi di uccisioni tra popoli, avanza l'ipotesi che l'oscuro senso di colpa al quale l'umanità è soggetta sin dai tempi preistorici e che alcune religioni hanno elaborato nella dottrina del peccato originale, sia il risultato di una colpa-sangue in cui sarebbe incorso l'uomo primitivo.
Se Cristo deve morire per redimere l'umanità dal peccato originale, per la legge del taglione il peccato originale deve essere stato un assassinio. E poiché il peccato originale è un'offesa a Dio padre il primo peccato dell'umanità deve essere stato il parricidio, l'uccisione del padre, la cui immagine mnestica viene poi trasformata in divinità.
Già in Totem e Tabù (1912) Freud aveva analizzato il parricidio dei primitivi interpretandolo in chiave edipica: nell'orda primitiva i figli si ribellano al padre tirannico, lo uccidono e lo divorano per avere la libertà di possedere sessualmente le femmine.
Il peccato originale sarebbe quindi un parricidio per motivi sessuali.
Anche in altri lavori posteriori (Uno studio autobiografico; Mosé e il Monoteismo) Freud ribadisce che uccidere e divorare il padre, il pasto totemico, è il fatto spaventoso da cui nasce il senso di colpa dell'uomo, il peccato originale, e di qui inizia l'organizzazione sociale,