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Un'idea che illustro, prevalentemente sul piano psicoanalitico clinico, è quella di un difetto, nella psicosi, del processo di simbolizzazione per cui nella mente vengono a permanere degli elementi asimbolici che interferiscono con una normale formazione del Sé e con la possibilità dell'effettivo contenimento mentale della sofferenza e che trovano nel processo curativo dell'analisi una possibilità di gestione da parte del Sé, forse attraverso una trasformazione dall'asimbolico al simbolico.
Dovendo darmi dei limiti, sia per mie esigenze di impostazione mentale sia per motivi pratici di spazio, ho preferito restare attorno all'esperienza analitica nella stanza dell'analisi ed a quell'insieme di teorie analitiche che uso di più, lasciando nello sfondo tutta quella cultura che illustra lo sviluppo ed il collegamento delle idee attorno ai temi del simbolo, del Sé, del narcisismo ecc, che preferisco considerare un dato variamente presente in me e nei miei lettori, certamente condizionante in modo diverso le recezioni di questo rapporto, ma suo malgrado con aspetti di sufficiente omogeneità da garantire la comprensione dell'essenziale. Tuttavia non è senza emozione che