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Il tema della struttura psicotica posto da questo Convegno non può prescindere da qualche riflessione sul senso da attribuire ad una pratica psichiatrica direttamente influenzata dalla teorizzazione psicoanalitica. Questa, nei suoi significati più generali, può essere definita, per servirsi dell'enunciazione di A. Green (11), “comme la discipline qui envirage certaines structures psychopathologiques dans un rapport de conjonction et disjonction avec les structures normales sans l'angle intra et intersubjectif à travers les paramètres du complex d'Oedipe de l'inconscient, des méchanismes de defense et de transfert dans une perspective historico-structurale. Mais ici il faut faire - aggiunge lo psicoanalista francese - faire la part d'une contradiction: la psychanalyse n'atteint sa pleine mesure que dans le cadre de la situation psychanalytique, situation psychanalytique qui vert innapplicable au grand nombre des psychoses”.
Ci si incontra qui con la massima divaricazione fra la teoria e la prassi, fra un rigoglio dottrinale che ci permette di ben intendere molte modalità di funzionamento dell'esperienza psicotica e le possibilità applicative che rimangono pur sempre limitate.
Questo divario a livello operativo non appare colmato neppure dalla dimostrazione della piena applicabilità del modello duale e di un