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Diversi autori hanno cercato di stabilire una correlazione tra capacità di rappresentare mentalmente uno spazio interno e gradi di maturità affettiva. Come si vedrà alla rassegna bibliografica, il materiale su cui questi autori svolgono le loro ricerche è di carattere germinale, cioè molto precoce, o fortemente ostacolato nel suo sviluppo, cioè psicotico o autistico.
Intento di questo lavoro è indagare quale significato riveste la capacità di rappresentare lo s.i. e quali rapporti intercorrono tra tale rapresentazione dello s. e modalità emotive di gestirlo in una diversa categoria di ammalati cioè i fobici e di trarne qualche conclusione di carattere generale.
Avevo avuto inizialmente intenzione di dispiegare tutta una serie di distinzioni, distinzione cioè tra fobie infantili e adulte, leggere e gravi, quelle nelle quali predominano problemi spaziali e quelle nelle quali si fa riferimento all'evitamento di situazioni persecutorie, ma sono giunto alla conclusione che questi tentativi di chiarificazione non sarebbero poi risultati tali ed ho pensato fosse più utile che ciascuno giudicasse autonomamente se il discorso si adattava alla sua esperienza ed a quali settori di questa in particolare.
La semplicità dei propositi non deve trarre in inganno in quanto una indagine di questo tipo affonda le sue radici in una quantità di problemi che sono stati spesso affrontati con presupposti teorici diversi tra loro.