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Gli psicoanalisti hanno spesso mantenuto lo stesso atteggiamento di rifiuto verso le critiche rivolte alle osservazioni cliniche, alla psicoanalisi applicata e alla validità scientifica della teoria.
Sono noti a tutti i motivi storici alla base di un tale atteggiamento che attualmente sta attenuandosi, forse anche attraverso una presa di coscienza della differenza fra i concetti di base (punti di vista che Rapaport chiama destinati a sopravvivere) ed altri che possono essere sostituiti o cambiati profondamente senza che vengono perdute nessuna delle conquiste fondamentali sul piano clinico.
La pubblicazione delle osservazioni cliniche con la adesione ai postulati di base di Freud è stata preferita ai lavori di critica, di rielaborazione e di modifica della teoria. Questo ha incrementato la tendenza ad identificare con la ricerca clinica il massimo di approfondimento scientifico consentito dalla psicoanalisi, mentre in realtà si compivano solo delle generalizzazioni che, se pur di grande importanza pratica, restavano ad un basso livello di concettualizzazione e di astrazione.
Come ha scritto Rubinstein è urgente modificare questa situazione riducendo dapprima la psicoanalisi ad una teoria che si limiti a rilevare le relazioni strutturali osservabili che intercorrono fra gli