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Questo lavoro della Jacobson, comparso solo il 1974 nella traduzione italiana, merita, se pure in ritardo, una recensione, al fine di stimolare nel lettore quell'attenzione, che gli è dovuta; il mio proporlo ai colleghi è dettato dall'entusiasmo che tale saggio mi ha suscitato e che spero trasmettere nel parlarne brevemente.
L'autrice deriva le sue concezioni dalla sua lunga esperienza clinica con gli psicotici e quindi dallo studio di una situazione narcisistica per eccellenza, che conduce alla perdita della relazione oggettuale e a quella della propria identità.
La teorizzazione del rapporto oggettuale e della sua evoluzione normale e patologica è intesa alla luce della situazione simbiotica iniziale, indifferenziata e fisiologica, così come indifferenziata, a tale stadio, è l'energia psichica, senza necessità di enfatizzare la libido o l'aggressività. La formazione del sé e dell'oggetto è descritta nei suoi