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Questo lavoro è scaturito in parte dalle mie osservazioni di lunghi anni, su bambini di pochi giorni e di pochi mesi, in situazioni diverse di nascita e di prime cure, ed in parte dalle riflessioni dei contributi di F. Tustin sui primissimi stadi dello sviluppo, quali essa li andava ricostruendo attraverso la terapia psicoanalitica di bambini autistici. I contributi di Greenacre su: “Le precoci determinanti psichiche dello sviluppo dell'identità” (10) hanno inoltre costituito per me un riferimento importante. Il suo lavoro del ‘58 rimane un modello di chiarezza e, per i tempi, di attualità, richiamando attenzione alla processualità che sottende la formazione dell'identità, soprattutto nelle sue fasi pregenitali. Tra i casi clinici citati in questo lavoro vi è, tra l'altro, un breve stralcio di analisi di una paziente affetta da stato intersessuale, che rappresenta di per sé uno dei pochi contributi analitici alla conoscenza dei problemi di identità cui tali pazienti vanno incontro. Sono però estranee alle accurate descrizioni di Greenacre alcune delle componenti più precoci della identità primaria, e soprattutto ciò che riguarda il di dentro del corpo e il di fuori, il senso di vuoto e di pieno, e la visione della nascita fisica e psicologica come momento lacerante, che mette in opera manovre protettive e difese e che ha invece costituito il punto di maggiore interesse della mia ricerca. Non occorre che ricordi ancora qui