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Scrive L. Wittgenstein (1967) in una sua nota al “Ramo d'oro”: “Il risvegliarsi dell'intelletto avviene con una separazione dal terreno originario, dal fondamento originario della vita (La nascita della scelta)”. La frase è centrale all'intero libretto e particolarmente satura di un elemento psicoanalitico; quello che chiamo “separazione”. Ciò apparirà al lettore necessariamente oscuro; e un chiarimento è sperabile che possa ottenersi solo alla fine di questo scritto. Le note di Wittgenstein, comparse postume, elementari ed essenziali, sono da raccomandarsi alla lettura di chi è interessato a quei processi mentali che consentono a un pensatore di distaccarsi dalle dottrine correnti per osservare ciò che è nascosto, senza rimanere abbagliato dalle evidenze di ciò che è già noto.
Scopo di questo scritto è descrivere la “separazione” nei termini di un “elemento della psicoanalisi”, di una componente, cioè, semplice ma essenziale di ogni esperienza psicoanalitica. È pertanto necessario sforzarsi di intendere “separazione” non nei termini di processo di separazione, o distacco, o perdita, esperienze che contengono o possono contenere l'elemento separazione, ma non vi corrispondono interamente; così come non vi corrisponde interamente quell'altra esperienza che si indica con Ps D e che già Bion (1963) ha indicato quale elemento della psicoanalisi.
Ma perché dedicarci allo studio dei cosiddetti elementi della psicoanalisi? E che cosa mai intendiamo con questa espressione?