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Tra i fenomeni più appariscenti nella sintomatologia dei pazienti psicotici vi sono il delirio e la dissociazione che, quando si congiunge con l'abolizione delle coordinate spazio-temporali, sfocia in uno stato sotteso da angosce paniche più comunemente noto con il nome di “confusione”. È un riscontro abbastanza frequente che le bouffées confusionali, accompagnate o no dalla presenza di fenomeni dispercettivi e deliranti, possono segnare tanto l'esordio di un deterioramento progressivo della personalità in senso processuale, quanto essere espressione di un temporaneo grave scompenso dell'Io con successivo recupero di un assestamento che consente il ripristino del suo funzionamento sulla base di un ritrovato equilibrio. Altri casi, invece, che possono esordire o no con uno stato confusionale sono dominati dalla presenza del “delirio”, cioè da quell'insieme di convinzioni irriducibili più o meno sistematicizzate, che non si accordano né con la realtà come comunemente viene intesa, né con la coesistenza con gli altri, e che riflettono la distorta modalità con cui il paziente mutua il suo mondo interno con quello esterno. Da un punto di vista fenomenologico esiste perciò una grossa differenza tra questi due tipi di pazienti, anche se frequentemente nella realtà clinica queste due costellazioni sintomatologiche si embricano nei modi più svariati dando luogo a condizioni miste. D'altro canto a