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Il relatore ricorda nella premessa come nella letteratura psicoanalitica poco vi sia a proposito della vocazione terapeutica, mentre in realtà nei discorsi degli psicoanalisti vi si fa sovente riferimento. Lo stesso nome di “vocazione” del resto discusso per i suoi richiami mistico-religiosi o, addirittura chiesastici. Sta di fatto però che è possibile definire degli elementi che possono indicare in un analista la “vocazione terapeutica”. La letteratura italiana è ricca di riferimenti. Vengono ricordati i contributi di Tagliacozzo, nel suo lavoro sulla terminabilità dell'analisi, di Bordi, Soavi, Zapparoli, Lopez e, ultimo nel tempo, quello di Servadio. Uno schema generale prevede che la vocazione terapeutica può evolvere o verso l'acquisizione di effettiva capacità