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Il lavoro del gruppo si è articolato a partire da una serie di stimoli proposti dal conduttore nell'intento di sviluppare un discorso che raccogliesse le spirali comuni della riflessione.
Corrao suggerisce di mutare il registro comune secondo cui, specie la parte della Scuola americana, l'acting-out è considerato come una resistenza all'analisi ed inoltre un meccanismo fondamentale per diagnosticare ogni azione deviante, sia essa di tipo psicopatico o sociopatico. Per tentare una resignificazione del concetto, il conduttore propone un'area di riflessione che utilizzi le categorie binarie: spaziale-temporale; continuo-discontinuo; analogico-digitale; sensoriale-motorio; immaginario-immaginazione.
Il discorso di gruppo che si avvia come risposta si sofferma sui seguenti punti: a) Considerare lo “acting-out” all'interno dell'area della comunicazione e del linguaggio, allargata in modo da comprendervi anche la gamma dei messaggi non verbali, b) Differenziare l'acting-out dall'azione intenzionale così come dall'azione automatica di tipo onirico (sonnambulismo ad es, ecc.). c) Riconsiderare la tradizionale dicotomia pensiero-azione, alla luce di una rilettura di Freud e della lezione Bioniana.