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Si tratta della seconda edizione di un interessante e stimolante libro, opera di un Autore che si è dedicato allo studio di alcuni dei più classici temi della letteratura (La Divina Commedia, Amleto, ecc.) e che in questa occasione parte dal presupposto di poter effettuare, rispetto all'opera di Freud, un ampiamento ed un approfondimento del mito di Edipo.
Nel primo capitolo l'A. espone il complesso di Edipo come classicamente descritto da Freud, prospettando l'indagine di altri aspetti complementari e sottolineando la necessità di collocarsi anche da un punto di vista estraneo al figlio (dalla parte di Laio e di Giocasta) e di indagare nel mondo complesso delle fantasie inconscie che si articolano nella leggenda di Edipo.
Nel secondo capitolo, dopo una chiara ed esauriente esposizione della storia e dell'interpretazione dei miti viene posto il problema di metodo della validità di utilizzarli per giungere a conclusioni di porta più ampia. Il mito, come il sogno, sarebbe il prodotto di una sottogiacente fantasia inconscia. Importanti appaiono poi le considerazioni sulla linea di sviluppo del pensiero, da quello magico a quello scientifico e sull'oscillazione del mito già il pensiero logico e quello prelogico.
Per Abadi si può evidenziare nella leggenda del mito dell'eroe una tematica più rimossa e diversa da quella abituale e nella quale è il primo piano l'ansia della donna verso il parto e l'allattamento, le sue fantasie di aborto e di infanticidio, la condanna e l'abbandono collegati al parto e al cordone ombelicale, il salvataggio da parte del padre, un ritorno ambivalente verso la madre, il tradimento del padre salvatore.