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Gli AA. si propongono di valutare come reggono al test della attuale indagine scientifica le teorie di Freud, di cui non prendono in considerazione le elaborazioni successive, diventata una Torre di Babele.
A questa premessa penso si possa obbiettare che escludere tutti i contributi portati dopo Freud non rende giustizia alla profondità del suo pensiero che è servito come punto di partenza per importanti sviluppi, e che i test usati per il confronto appaiono di dubbio valore (la preferenza ad esempio verso una bambola od un bambolotto per confermare o meno la esistenza del complesso di Edipo).
Inoltre anche quando ai test di confronto può essere riconosciuta una validità obbiettiva viene spontaneo chiedersi se sia legittimo porre sullo stesso piano i risultati ottenuti con lenti di ingrandimento così diverse e usare quelle con potere di risoluzione minore per valutare le altre.
Questo concetto è confutato dagli Autori, per i quali le lamentele degli analisti per i quali gli studi sperimentali non rendono giustizia ai loro concetti, riflette una insoddisfazione generale che ogni teorico sperimenta quando le sue teorie sono tradotte in termini operativi sperimentali.
Un altro punto generale di grande importanza è la negazione da parte di Fisher e Greenberg che la seduta analitica si avvicini ad una situazione sperimentale (l'idea dell'esperimento porterebbe con se la