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Questo breve scritto è il risultato della elaborazione progressiva di un orientamento metodologico assunto come modello referenziale “di prova”, durante gli incontri sistematici, effettuati da due anni circa, con i colleghi del Centro di Palermo.
La finalità immediata di ciò che esporrò è quella di chiarificare l'espressione formulata come titolo del “Colloquio”, ed al tempo stesso di conferire un senso congruente ai lavori presentati. La finalità secondaria è quella di disegnare un orizzonte di indagine, che attiri consenso per l'interesse che vi si può attribuire.
Come premessa indicherò l'insoddisfazione sempre più distinta, da parte del “gruppo di studio”, nei confronti di quella che nominerei intenzionalmente: la “Set Theory” del discorso analitico attuale. Essa come è noto si articola alla “Teoria dei Giochi” e si basa sul concetto di “Continuum”.
Si potrebbe quindi definire “Teoria delle Serie Continue”, che molti analisti (credo a torto) considerano sufficientemente giustificata per il suo fondamento, archeologico, sulla “Teoria degli strati genetici”. Per quest'ultima si può osservare che sarebbe certamente più fruttuosa nella misura in cui si esplorassero soprattutto le “stratificazioni” (con le relative “strutturazioni”) al posto degli “strati” in sé.