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Si può supporre che l'esperienza del paziente assente, come oggetto assente, sia un'esperienza di vuoto, una figura di vuoto.
Mi sembra suggestivo leggere come spunto introduttivo alcuni pensieri del Tao-tê-ching ed un brano di Heidegger. Questo è come un commento ai pensieri del Tao-tê-ching e depurato da alcune specifiche sofisticazioni filosofiche propone delle riflessioni inerenti al nostro tema.
Tao-tê-ching (VI sec. a. C.; XI).
Si ha un bel riunire trenta raggi in un mozzo, l'utilità della vettura dipende da ciò che non c'è.
Si ha un bel lavorare l'argilla per fare dei vasi, l'utilità dei vasi dipende da ciò che non c'è.
Si ha un bell'aprire porte e finestre per fare una casa, l'utilità della casa dipende da ciò che non c'è.
Così, traendo partito da ciò che è, si utilizza quello che non c'è.
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Una cosa è, per esempio, la brocca… Ciò che contiene, nella brocca, sono il fondo e la parete… Parete e fondo, in cui la brocca consiste e in virtù di cui sta in piedi, non sono ciò che propriamente contiene. Se però il contenere risiede nel vuoto della brocca, allora