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L'edizione di questo libro emozionante — e non credo solo per chi come me sta dedicando gran parte della sua vita alla psicoanalisi — circolava alla Buchmesse di Francoforte due anni fa. Ebbi anch'io l'occasione di sfogliarlo, ma non di assaporarlo come ho potuto fare ora che Boringhieri s'è deciso a pubblicarlo in italiano. Sigmund Freud. Biografia per immagini, è stato stampato in Gran Bretagna, e il probabile abbassamento di costi deve avere deciso l'editore. Il volume è curato con sapienza e misura dalla Grubrich-Simitis, curatrice dell'edizione in lingua tedesca dell'Opera freudiana, e da Lucie Freud (“creatura deliziosa”, scriveva Freud, ma i ritratti direbbero piuttosto che è splendida) vedova dell'ultimo figlio di Sigmund, Ernst, che di questo volume fu il primo ideatore. Lo straordinario grafico che ha composto l'intera storia è Willy Fleckhaus.
Lo scorso anno uscì Il caso di Freud (Freud: living and daying) la biografia postuma del discepolo, Max Schur, che aveva avuto in cura medica il maestro dal 1928 fino alla morte. Era stata, quella di Schur, una biografia stilisticamente non esemplare, ma piena di asciuttezza drammatica, di acuti interrogativi. In più portava un'ultima manciata di notizie, sconosciute a Jones, alcune inquietanti tratte da documenti inediti e da ricerche come quelle compiute da Sajner studioso dei registri civili della famiglia Freud. Da queste indagini risultava, per esempio, che il padre di Sigmund aveva avuto tre e non due mogli. Cosa che il celebre figlio aveva per tutta la vita rimosso.
Il profilo biografico contenuto in questo volume, steso da K. R. Eissler, che come si sa è il responsabile dei Freud Archives, parte proprio da questa notizia, a testimonianza del rigore con cui anche la