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“Quando Mosé vide il popolo sfrenato, poiché Aronne li aveva lasciati abbandonare all'idolatria, diventando così ludibrio dei suoi avversari, si fermò sulla porta del campo e gridò: ‘Chi è per il Signore?… A me!’. E si raccolsero intorno a lui tutti i figli di Levi. Egli ordinò loro: ‘Ha detto il Signore, Iddio d'Israele: Ciascuno di voi si metta la spada al fianco: andate in giro per il campo, da una porta all'altra, e ognuno uccida il fratello, l'amico, il parente’. I figli di Levi fecero secondo la parola di Mosé; e in quel giorno perirono fra il popolo circa tremila uomini. Poi Mosé disse: ‘Oggi voi siete stati consacrati al servizio del Signore, chi a prezzo del proprio fratello, e chi del proprio fratello; perciò oggi egli vi dona la benedizione’”. (Esodo, 25-29).
Affrontando la vessata questio dell'autonomia dell'Io, nel decimo capitolo de Il modello concettuale della psicoanalisi, David Rapaport ricorre a un racconto del Talmud per illustrare alcuni dei fatti fondamentali a cui si trova di fronte la psicologia psicoanalitica