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Rubin e Gertrude Blanck hanno compiuto un lungo e vasto lavoro, ne è risultato una sorta di manuale della Psicologia dell'Io e il tentativo di una quadro dell'applicazione dei suoi concetti. Teoria e Pratica della Psicologia dell'Io esce nel 1974 ed è il frutto di questo impegno.
La prima parte (“La Teoria”) è senza dubbio la più interessante: inizia dalle radici storiche di questa Scuola per passare subito agli apporti dei tre fondatori, Hartmann, Kris e Loewenstein, a partire da Psicologia dell'io e problema dell'adattamento di Hartmann dell939. Segue la descrizione dei noti contributi di Spitz, della Mahler e della Jacobson e un utile capitolo sugli stati patologici gravi. La seconda parte (“La Tecnica”) è la più ambiziosa, ma anche la più limitata quanto a risultati; qui i due autori tentano di inquadrare problemi e punti nodali che riguardano alcune importanti aree della clinica psicoanalitica: la diagnostica, la differenza tra la psicoanalisi e la psicoterapia, ecc.; oltre a ciò affrontano quesiti specifici e ricorrenti, anche se, apparentemente, scelti a caso: l'inizio del trattamento, il paziente non motivato, la ricostruzione dell'esperienza preverbale, l'uso del sogno e così via.