You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Alcuni brevi cenni storici possono utilmente servire a introdurre l'argomento e a rendere più comprensibile l'impostazione del presente lavoro. È noto che la psicoanalisi, attraverso alcuni dei primissimi allievi di Freud, in particolare S. Ferenczi e G. Groddeck, ha dato un precoce valido contributo all'approccio psicosomatico in medicina. Questo approccio si è affermato definitivamente dopo la seconda guerra mondiale. Il punto centrale dell'indagine psicosomatica si basava su di un preciso concetto di somatizzazione, più o meno definitivamente irreversibile, del conflitto psichico. Per molti anni le ricerche degli psicoanalisti che batterono questa strada si limitarono alla raccolta di dati e a tentativi più o meno soddisfacenti di classificazione.
Lo studioso che portò il contributo più determinante in questo ambito fu lo psicoanalista americano F. Alexander, il quale introdusse il concetto di specificità descrivendo schemi dinamici specifici di alcune malattie: in sostanza egli individuò delle possibilità di interpretazione di alcuni sintomi specifici in rapporto alla storia e al vissuto personale emotivo del soggetto in causa. Le ipotesi di Alexander furono e sono tuttora molto seguite soprattutto dagli psicoanalisti statunitensi ed argentini.