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Il tema che mi propongo di svolgere è derivato da riflessioni che sto facendo, da alcuni anni, su materiale clinico nell'intento di approfondire lo studio del concetto del Sé. Una tematica che sta appassionando e impegnando molti analisti, anche nel nostro Centro.
Può sembrare incongruente trattare di aspetti evolutivi del Sé senza precisare prima una definizione di questo, soprattutto in quanto non esiste, allo stato attuale, un accordo generale su questo termine.
Ho utilizzato una concettualizzazione piuttosto generica e provvisoria che tiene conto in particolare degli aspetti funzionali. Ho inteso il Sé come una matrice primaria, nel senso letterale del termine. Uno dei significati del termine matrice, in lingua italiana, è: “stampo, calco in cui si versa materiale fuso perché rapprendendovisi, ne acquisti forma”.
Sebbene questa concettualizzazione ponga l'accento sul Sé più come contenitore, tuttavia l'aspetto, per così dire, di contenuto non è stato escluso, tanto da considerare il Sé come una totalità, come si vedrà in seguito.
Per un altro tipo di trattazione rimando al lavoro di A. Vergine (Note su un caso clinico per alcune riflessioni sul rapporto; 1976) con il quale lavoro concordo e lo considero di completamento per una inquadratura del Sé.